Absorption, diffusion and elimination of novobiocin in man; in vitro activity in 50 strains of Staphylococcus
Conti, F.; Cassano, A.; Barletta, R.; Mazzeo, M.; Miano, G.
Minerva Medica 48(8): 245-251 Passim
1957
ISSN/ISBN: 0026-4806 PMID: 13418472 Document Number: 8182
Lo studio dell'assorbimento, diffusione, ed eliminazione dell'antibiotico nell'uomo permette di stabilire. anzitutto che, mentre l'assorbimento si effettua con notevole facilità, l'eliminazione è lenta ed avviene essenzialmente a mezzo delle vie biliari, essendo remotorio venale poco efficiente per l'eliminazione dell'antibiotico. Questo dato giustifica la notevole durata della permanenza del l'antibiotico in circolo e d'altra parte i livelli ematici particolarmente elevali che possono ottenersi nell 'uomo, livelli (mdici che sono veramente cospicui se si considera. che parte dell 'antibiotico si lega in circolo, anche se in maniera reversibile, alle proteine del siero e pertanto non esplica attività antibiotica. Lo studio dei livelli ematici ottenibili in rapporto a vari dosaggi permette di osservare che le concentrazioni ematiche più alte si ottengono con somministrazioni di 250 mg. ogni 3 ore o di 500 mg. ogni 4 ore. Livelli ematici molto elevati e teraeputicamente efficienti si ottengono con la somministrazione di 500 mg. ogni 6 ore, somministrazione che quindi si presenta come la. più adeguata per trattamenti terapeutici con i quali si vogliono ottenere concentrazioni ematiche di antibiotico notevolmente alte o quando si debbano combattere ceppi batterici non spiccatamente sensibili all'antibiotico. L'elevata concentrazione di antibiotico nella bile e negli essudati pleurici e peritoneali permette l'uso della novobiocina nelle affezioni delle vie biliari da germi ad essa sensibili o nelle localizzazioni pleuriche e peritoneali di natura stafilococcica. La barriera emato-encefalica non viene superata dall'antibiotico per cui esso non può trovare impiego nelle affezioni meningee e del neurasse. Le modeste concentrazioni urinarie in corso di trattamento con novobiocina sconsigliano l'uso di questo antibiotico in casi di sepsi delle vie urinarie, a meno che queste non siano sostenute da ceppi particolarmente sensibili. Lo studio eseguito sulla sensibilità di 50 ceppi di stafilococco aureo alla novobiocina ha chiaramente documentato, confermando i dati già esistenti nella letteratura, una spiccata attività antistafilococeica di questo ani ibiot leo, anche su ceppi che presentavano una netta resistenza ad altri antibiotici di uso comune. Pertanto la novobiocina, pur non essendo un anti•biotico a vasto spettro di azione, possiede alcune peculiari proprietà di notevole interesse. La sua spiccata attività antistafilococcica, che si manifesta anche su ceppi divenuti resistenti agli altri antibiotici, costituisce l'aspetto più interessante della sua attività e parimenti la qualità che deve essere maggiormente sfruttata. nelle applicazioni terapeutiche.
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