Hypovolemic shock after pelvic radiotherapy. a rare combination leading to a devastating complication

Giuliani, A.; Romanzi, F.; Di Sibio, A.; Calvisi, G.; Lombardi, L.; Marchese, M.; Di Staso, M.; Schietroma, M.; Carlei, F.; Romano, L.

Annali Italiani di Chirurgia 8

2019


ISSN/ISBN: 2239-253X
PMID: 31310243
Document Number: 698193
La radioterapia svolge attualmente un ruolo chiave nella gestione delle neoplasie pelviche. In particolare, per il trattamento del carcinoma anale, sono stati riportati esiti notevoli riguardo la sua associazione con la chemioterapia. In questo articolo riportiamo il caso di una donna con diagnosi di carcinoma anale, trattata con chemioterapia e successivamente con radioterapia. La risposta al trattamento è stata soddisfacente, come evidenziato dalla TC di controllo che mostrava la completa regressione della massa. Durante un regolare controllo RM, la paziente ha però sviluppato uno shock anafilattico in risposta al Gadolinio, con arresto cardiaco della durata di circa mezz'ora. Dopo circa 50 giorni di ricovero in Terapia Intensiva, la paziente è stata trasferita in un reparto medico in condizioni emodinamicamente stabili. Durante la degenza, si è riscontrata presenza di feci in vagina; pertanto, assumendo la presenza di una fistola retto-vaginale, è stato disposto il trasferimento presso il nostro dipartimento chirurgico. La colonscopia ha rivelato un'ischemia rettosigmoidea con necrosi totale della parete rettale posteriore ed esposizione della fascia presacrale. Si è pertanto posta indicazione ad eseguire un intervento chirurgico secondo Hartmann. L'esame istologico dei frammenti rettali raccolti ha rivelato la presenza di tessuto di granulazione e diffusa reazione fibrosa, in assenza di tessuto neoplastico residuo. Il verificarsi dello shock ipovolemico e la conseguente ipoperfusione di un organo già sottoposto ad insulto attinico, ha evidentemente determinato una rapida e grave degenerazione dei tessuti pelvici ed il successivo sviluppo di una necrosi rettale completa. È noto come il tratto gastrointestinale sia altamente vulnerabile alle lesioni ischemiche a causa della vasocostrizione della circolazione mesenterica. Ciò che però appare degno di nota nel nostro caso è come un evento patogeno possa produrre due tipi molto diversi di lesioni nell'ambito dell'apparato gastroenterico: un'ulcera gastrica ischemica sanguinante che ha richiesto un trattamento endoscopico ed una proctosigmoidite ischemica con coinvolgimento dell'intero setto retto-vaginale, che ha imposto la necessità di un approccio chirurgico invasivo.

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