Oncological disease: dimensions of the phenomenon and role ionizing radiation
Taino, G.; Bordini, L.; Imbriani, M.
Giornale Italiano di Medicina del Lavoro Ed Ergonomia 39(2): 124-130
2017
ISSN/ISBN: 1592-7830 PMID: 29916603 Document Number: 692288
I continui progressi scientifici contro le malattie neoplastiche riguardano tutti i settori della ricerca biomedica oncologica. L'età è un fattore di estrema rilevanza nello sviluppo del cancro, dal momento che l'incidenza dei tumori aumenta significativamente con l'età. In virtù di un costante invecchiamento della popolazione italiana, anche se l'incidenza si mantenesse costante, il numero di diagnosi tumorali è inevitabilmente destinato ad aumentare nel corso del tempo solo per motivi anagrafici. La sopravvivenza dopo la diagnosi di tumore è uno dei principali indicatori che permette di valutare l'efficacia del sistema sanitario nei confronti della patologia tumorale. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è un indicatore ampiamente entrato nell'uso comune. Se si considerano i dati di sopravvivenza relativa dopo 5 anni dalla diagnosi, per i casi di tumore diagnosticati in trienni successivi, dal 1990-1992 al 2005-2007 emerge che la sopravvivenza a 5 anni è aumentata notevolmente nel tempo sia per gli uomini che per le donne. Molti dei cosiddetti "lungopravviventi" sono in età lavorativa e quindi protagonisti attivi del processo di inserimento occupazionale che deve vedere il ritorno al lavoro del soggetto "oncologico" sia con la finalità di garantire il benessere psicofisco e sociale del lavoratore stesso, sia per finalità produttive. Per la valutazione del rischio oncogeno da radiazioni ionizzanti l'ICRP Pubblicazione 60 ha fatto riferimento ai dati di mortalità e neoplasia raccolti dal 1950 al 1985 dalla RERF, Istituzione binazionale nippostatunitense con sede ad Hiroshima che conduce il programma di ricerca denominato Life Span Study (LSS), cioè lo studio degli effetti a lungo termine sui sopravvissuti alla bomba A. Per la tiroide invece viene fatto riferimento ai dati da irradiazioni mediche, così come per fegato e osso, impiegando in questo caso dati opportunamente adattati relativi a sposizione a raggi alfa (torio e radio). Il modello interpretativo rimane quello tradizionale: l'ipotesi lineare dose-effetto, senza una soglia neppure alle piccole dosi (LNT theory) per le quali i dati epidemiologici non sono più informativi per ragioni di incertezza statistica, anche se si ricorre agli studi radiobiologici. Nel trasferire il rischio tra popolazioni L'ICRP nella Pubblicazione 103 accoglie l'idea che per ogni tipo di tumore sia più adatto, di volta in volta, il modello additivo o moltiplicativo o una combinazione tra i due. Per lo studio del ruolo oncogeno della esposizione occupazionale a radiazioni ionizzanti nell'insorgenza della malattia neoplastica, la Probabilità di causa (PC), rappresenta un "modo ragionevole per indirizzare il problema della valutazione della verosimiglianza che una precedente esposizione a radiazioni ionizzanti (RI) sia responsabile di un evento oncogeno" (Committee on Radiation Protection and Measurements - NCRP - Statement n° 7 del 30/09/92).