Effect of carvedilol on outcome after myocardial infarction in patients with left ventricular dysfunction: the CAPRICORN randomized trial

Costalunga, A.; Gavazzi, A.

Italian Heart Journal. Suppl Official Journal of the Italian Federation of Cardiology 2(11): 1246-1247

2001


ISSN/ISBN: 1129-4728
PMID: 11775420
Document Number: 6616
Sono stati arruolati 1959 pazienti, di cui 975 randomizzati a trattamento con carvedilolo e 984 con placebo. Le caratteristiche cliniche dei pazienti arruolati erano simili nei due gruppi; in particolare la frazione di eiezione ventricolare sinistra media era del 32.8%, analoga la percentuale di uso di diuretici per via endovenosa (35 vs 33%) e di ACE-inibitori (98 vs 97%), e simile era la prevalenza di riperfusione meccanica o farmacologica (46% in media), di IMA anteriori (57% in media), e di precedenti cardìovascolari. Per quanto riguarda il dosaggio del carvedilolo, il 74% dei pazienti raggiungeva il massimo dosaggio previsto (25 mg bid), mentre 1'11% tollerava fino ad un massimo di 12.5 mg bid ed il 7% non superava la dose di 6.25 mg bid. Analoga la percentuale dei pazienti che sospendevano il farmaco tra i due gruppi (20% per il carvedilolo e 18% per il placebo). Se viene considerato l'endpoint primario combinato mortalità totale o ricoveri per cause cardiovascolari, non è stata osservata nessuna differenza tra i due gruppi di trattamento (35 vs 37%). Nei pazienti trattati con carvedilolo la mortalità totale era però più bassa (12 vs 15%, p=0.03) con riduzione del rischio relativo pari al 23%. Per quanto riguarda gli endpoínt coprimari e gli endpoint secondari si registrava una riduzione significativa della mortalità per cause cardiovascolari (11% dei pazienti trattati con carvedilolo e 14% dei pazienti che assumevano placebo, p=0.02); l'IMA non fatale si manifestava in 34 pazienti contro 57 (3 vs 6%, p=0.01) con riduzione del rischio relativo pari al 41%. Significativo era inoltre l'endpoint combinato di mortalità totale o IMA non fatale (14 vs 20%, p=0.002, con riduzione del rischio relativo del 29%). Si osservava invece solo un trend favorevole di riduzione della mortalità dovuta a scompenso cardiaco o ad aritmie e del numero di ricoveri per scompenso. In sintesi lo studio CAPRICORN ha dimostrato l'efficacia del carvedilolo nel ridurre la mortalità totale, la mortalità cardiovascolare ed il numero di infarti miocardici non fatali in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra conseguente ad IMA recente, con o senza segni di scompenso clinico. Questi effetti favorevoli sono addizionali a quelli dei trattamenti per l'IMA basati sull'evidenza, inclusi gli ACE-inibitori.

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Effect of carvedilol on outcome after myocardial infarction in patients with left ventricular dysfunction: the CAPRICORN randomized trial