Rules to be adopted for publishing a scientific paper
Picardi, N.
Annali italiani di chirurgia 87: 1-3
2016
ISSN/ISBN: 2239-253X PMID: 28474609 Document Number: 688625
L'interrogativo principale da porsi nell'accingersi a scrivere un articolo è "perché pubblicare un articolo scientifico ?" Innanzitutto pubblicare un proprio articolo qualifica di fatto l'Autore – o gli Autori – come "scienziato", e poiché la chirurgia è una commistione di arte e di conoscenze, che convivono ed inter-reagiscono accrescendosi reciprocamente, le pubblicazioni scientifiche sono il mondo ove si condividono le idee. In secondo luogo per la carriera accademica è essenziale fare pubblicazioni scientifiche; ma anche per chi segue la carriera ospedaliera o comunque esercita semplicemente la professione di chirurgo in altri ambiti ciò rappresenta l'occasione di comunicare la propria esperienza e dare un contributo personale alle conoscenze dell'arte. L'impegno del mondo accademico in particolare deve essere anche quello di stimolo alle nuove generazioni di perseguire non solo l'abilità tecnica ma contemporaneamente l'aggiornamento delle proprie conoscenze, ed i suoi esponenti devono assumere anche il ruolo di ricercatori. Poiché la diffusione delle idee nella comunità scientifica rappresenta una tappa fondamentale per il progresso, perché se non condivise sono prive di valore concreto e l'attività chirurgica professionale è per sé effimera, mentre la documentazione scritta travalica molto spesso il tempo, ma senz'altro lo spazio trasmettendo stabilmente le idee: "scripta manent". Scrivere un "lavoro" – come è convenzionalmente indicata in italiano una pubblicazione scientifica, corrispondente al "paper" del linguaggio scientifico internazionale – richiede l'osservanza di regole precise, che lo rendono valido alla pubblicazione ed utilizzabile al meglio da parte di chi lo legge. Queste regole vengono stabilite nelle "Norme per gli Autori" fissate dalle redazioni delle diverse riviste scientifiche – e dunque anche da Annali Italiani di Chirurgia – accomunate anche se variabili dallo scopo di rendere chiara, esauriente e tendenzialmente sintetica la esposizione dello studio che è alla base della pubblicazione. La "carta stampata" – come gli stessi testi dei "lavori" presentati più recentemente in formato digitale – usano un linguaggio ben diverso dalla lingua parlata nelle conferenze e nelle comunicazioni verbali. Esemplare è la forma di presentazione utilizzata nei migliori "paper" di tradizione britannica, nei quali ogni sforzo è finalizzato alla chiarezza ed alla brevità, per definire conclusioni consequenziali e ben comprensibili. Al di là di ogni residuo di orgoglio nazionale, nel mondo scientifico che si è globalizzato ben prima di altri settori della vita civile, non è arrendersi ad una tradizione straniera il volersi uniformare al modello britannico nello scrivere un "lavoro" – e non solo adottando l'Inglese – certi di poter meglio raggiungere la brevità, la chiarezza e la concretezza di una comunicazione esauriente. "Siate brevi e sarete bravi" è un'esortazione sempre di grande valore nella congestione dei nostri tempi. Seguire le regole suggerito dalle "Norme per gli Autori" nel corso della stesura stessa di un "lavoro" presenta l'indubbio vantaggio di potersi rendere autonomamente consapevoli se si tratta di un articolo che per la motivazione della premessa e per la obiettività e concretezza delle conclusioni, sia effettivamente valido per la divulgazione perché veicolo di almeno un elemento chiaro di conoscenza e di progresso, anche se eventualmente "di nicchia". Un "lavoro" è tanto più incisivo quanto più concentrato su un tema ben circoscritto e come tale più facilmente comprensibile e le sue conclusioni più facilmente assimilabili. Pertanto nella preparazione formale di un articolo, deve svilupparsi ed accrescersi il senso critico, associato alla vocazione di perseguire la curiosità di conoscenze tipiche di chi esercita la chirurgia, ma seguendo le stesse procedure impiegate nella professione medica nella marcia di avvicinamento alla diagnosi, e poi nella individuazione delle corrette indicazioni terapeutiche che devono tener conto delle caratteristiche del singolo paziente. Come lo stesso impiego di capacità tecniche nell'esecuzione del trattamento chirurgico prescelto in accordo con il paziente senza mai mettere da parte un costante esercizio di senso critico ed autocritico in ogni fase della attività professionale, lo stesso senso critico va necessariamente esercitato nella preparazione di un articolo scientifico per trasmettere un contributo scientifico concreto, valido e originale. È utile tenere presente che, come ogni studioso sa e fa anche inconsciamente, chi vuole leggere un articolo non segue l'ordine con cui esso è stampato, ma dopo aver ritenuto accattivante il Titolo passa direttamente a leggere le Conclusioni. Se ulteriormente interessato passa al Riassunto o all'Abstract, ed incuriosito legge poi l'Introduzione, e soltanto dopo il Materiale e metodo di studio con relativi Risultati, ed infine la loro Discussione, per poi rileggere le Conclusioni. Orbene nella stesura formale di un "lavoro" bisogna ricordare questa successione con cui esso verrà molto verosimilmente letto ed adeguarvisi di conseguenza: mettere innanzitutto a fuoco le conclusioni, che di fatto rappresentano il motivo della pubblicazione. Pertanto ciò deve indurre a rinunciare a scrivere un articolo come una relazione o una conferenza, e ad uniformarsi attentamente al modello anglo-sassone di presentazione di un paper. Una ultima annotazione riguarda la lingua di presentazione di un "lavoro". Utilizzare la propria lingua materna, nel caso specifico l'Italiano, rende facile la precisione del linguaggio e agevole la comunicazione dei concetti, ma restringe questa comunicazion