Varicose veins: new trends in treatment in a Vascular Surgery Unit

Mazzaccaro, D.P.; Stegher, S.; Occhiuto, M.T.; Muzzarelli, L.; Malacrida, G.; Nano, G.

Annali Italiani di Chirurgia 87: 166-171

2016


ISSN/ISBN: 2239-253X
PMID: 27179246
Document Number: 687247
La recente introduzione di tecniche meno invasive in alternativa al tradizionale stripping safenico ha rivoluzionato il trattamento delle vene varicose (VV), soprattutto nelle Unità Operative a prevalente indirizzo flebologico, ove la scleroterapia con mousse, il laser o la termoablazione con radiofrequenza (RFA) vengono applicate sempre più frequentemente con parallela riduzione del ricorso alle tecniche di chirurgia open. Nella nostra Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare, la patologia venosa viene affrontata da sempre, parallelamente a quella arteriosa; in particolare dal 2013, superata la prima fase di apprendimento, anche nella nostra Unità Operativa è stato introdotto l'uso sistematico della RFA per il trattamento dell'incontinenza della vena grande safena (VGS). Abbiamo dunque retrospettivamente esaminato la nostra esperienza nel trattamento delle VV con particolare analisi del modo in cui il nostro approccio terapeutico è cambiato nel corso degli ultimi anni. I dati di tutti i pazienti trattati consecutivamente dal 1 settembre 2013 al 31 Luglio 2015 per VV essenziali e recidive sono stati pertanto retrospettivamente raccolti e analizzati. L'analisi statistica è stata effettuata utilizzando il software JMP 5.1.2 (SAS Institute). Sono state trattate in totale 409 gambe in 378 pazienti. La percentuale di stripping della VGS per VV essenziali è diminuita nel corso degli anni (67% nel 2013 contro il 15.2% nel 2015), a differenza di quello che è successo alla percentuale della RFA della VGS (14.3% vs. 31.5% rispettivamente nel 2013 e nel 2015) e alla percentuale di gambe trattate con la tecnica ASVAL (8.7% vs 31.5%, rispettivamente, nel 2013 e nel 2015). Analogamente, nel 2013 la maggior parte delle procedure è stata eseguita utilizzando l'anestesia spinale (77.5%), mentre nel 2015 le tecniche anestesiologiche più utilizzate sono state l'anestesia locale e l'anestesia locale con sedazione (rispettivamente 35.9% e 29.3%). Il decorso postoperatorio è stato regolare in tutti i casi tranne sette (1.7%). Al follow- up (mediana 16.9 mesi, IQR 7.5-22.6 mesi) non sono stati registrati eventi avversi maggiori né decessi. Durante gli anni della nostra esperienza, abbiamo osservato una tendenza verso un approccio meno invasivo per il trattamento di VV, con risultati sicuri ed efficaci.

Document emailed within 1 workday
Secure & encrypted payments